La natura dentro di noi
Quando il bambino viene al mondo ha, come prima sensazione, il passaggio da un ambiente liquido, alla temperatura di circa 37° C, ad una situazione totalmente sconosciuta nella quale non sente più nemmeno il rassicurante battito cardiaco della madre. Dovrebbe quindi essere cura dell’adulto ricreare il più possibile le condizioni rassicuranti da cui proviene il piccolo e l’ideale sarebbe quello di farlo stare sempre o quasi a contatto col corpo della madre, unico suo universo, della quale conosce l’odore, la pelle, il calore e che è il suo prolungamento. Il distacco dalla madre, dovrebbe essere nei limiti del possibile graduale, in quanto è dalle sue braccia che esso, rassicurato, conosce il mondo. Il primo istinto del neonato è quello della suzione e trattandosi, per l’appunto, di un istinto primordiale, sarà egli stesso ad attaccarsi seguendo i ritmi a lui consoni, mentre la madre non deve fare altro che assecondare un gesto primordiale che nulla ha a che vedere con regole e raziocinio. La prolattina, ovvero l’ormone secreto dalla ghiandola pituitaria alla base della lattazione, viene secreta dalla stimolazione stessa del bambino e solo se ci si fiderà dei bisogni di quest’ultimo e dei suoi ritmi sarà possibile allattare a lungo e soddisfare la prima esigenza del piccolo: il bisogno di essere rassicurato. Dare il seno ad un bambino, sia egli neonato che di uno o due anni, non significa nutrirlo nel senso tecnico che siamo abituati ad attribuire a questo termine. Si porge il seno per motivi noti solo al piccolo e che hanno a che fare con qualcosa di più complesso della nutrizione, secondo una logica unitaria, che è poi l’unica logica presente in natura. Il nutrimento assume così una connotazione globale che coinvolge tutto l’essere e al quale non siamo più abituati. Personalmente ho acquisito una piena consapevolezza di questa realtà solo diventando madre per la seconda volta. Tanti anni fà, quando pensavo che difficilmente mi sarebbe piaciuto sposarmi e concepire dei figli, sentii dire a una madre che si poteva allattare a condizione che lo si sarebbe voluto. Nell’udire questa frase, pur credendo che non sarei mai stata madre, avvertii come un campanello interiore e ne presi inconsciamente nota. Sapevo che avevo udito una grande verità pur non avendo alcuna cognizione scientifica di questo fenomeno. Oggi è assolutamente provato che c’è una forte connessione tra la motivazione e tutte le capacità del nostro corpo e numerose sono le prove cliniche che supportano questa convinzione; tuttavia credo si sia persa la capacità di ascoltare veramente le proprie esigenze, cosa che ha portato a un forte disorientamento della persona. I ritmi della società moderna sono poi totalmente avulsi dai bioritmi umani e animali col risultato che si è perso quel contatto con tutto ciò che risponde a criteri naturali portando alla nascita delle cosiddette nevrosi. Anche i bambini (persino gli animali domestici) ne risentono, sentendosi trattati come pacchi postali e percependosi lontani dagli adulti da cui essi dipendono. Tutto questo porta a disturbi di varia natura che nella migliore delle ipotesi coincide col rifiuto del cibo o i disturbi del sonno. Tornando all’allattamento, pur sapendo che era fondamentale assecondare i ritmi della mia primogenita, non avendo io alcuna esperienza, finivo col trasmettere le mie insicurezze alla bambina. Col mio secondogenito ho avuto invece la conferma di quanto sia importante ascoltare i segnali del suo e del mio corpo, i quali comunque sono in simbiosi. Quando sento salire la montata lattea, il bambino chiede il seno. A volte però è la sua suzione stessa a provocare la produzione di latte. Col passare dei mesi i neonati tenuti il più possibile in braccio sviluppano più velocemente i muscoli antigravitari e spinti dalla sete di conoscenza che, da quando cominciano a sviluppare vista, tatto e udito non li abbandonerà più, faranno capire alla madre che vogliono cominciare a provare il contatto col suolo per essere in grado, prima strisciando, poi gattonando e poi, parallelamente col processo evolutivo della nostra specie, di esplorare il mondo circostante. Nella nostra società mettere un bambino di sette mesi a terra è un gesto inusuale e da molti considerato come un atto di non rispetto nei suoi confronti. Per un adulto che voglia essere rispettato è una cosa disdicevole mettersi a gambe incrociate su un tappeto e per molti non è conveniente camminare a piedi nudi. Queste persone non si rendono conto che il massaggio prodotto dalla deambulazione diretta sulla pianta del piede, produce un benefico effetto su tutta la catena cinetica prevenendo, tra l’altro, deformità artritiche del piede e questo senza considerare la riflessologia plantare che è una complessa disciplina orientale ormai accreditata anche in occidente secondo la quale numerosi sono gli effetti su corpo e psiche prodotti dal massaggio ai piedi. Per quel che riguarda la capacità di sedersi a terra, magari a gambe incrociate, è noto quanto gli individui delle popolazioni che usano sedersi in questo modo (anche i ricchi ed evoluti giapponesi) non posseggano, una volta diventati anziani, la ridotta mobilità articolare dei nostri anziani pieni di acciacchi. Tutta la vita degli individui occidentali è regolata da cose da fare e cose da non fare finché l’organismo si ribella ammalandosi così come la natura si ribella agli interventi umani volti solo al suo sfruttamento.siamo continuamente assillati dal super-io Freudiano, dimentichi di tutte le esigenze che nascono alla zona limbica del cervello e che, inascoltate, portano a non ben definiti disturbi dell’affettività. Instauriamo con i nostri figli, in maniera precoce, un contatto visivo che da subito porta l’individuo a una sorta di nostalgia indefinità che altro non è che la necessità del contatto fisico precocemente negato. Civiltà del raziocinio per antonomasia (cogito ergo sum), siamo dimentichi dell’importanza della corporeità, delle relazioni intese come senso della continuità e non come continua antitesi all’altro da sé. Essendo l’individuo contrapposto all’universo, esso, da solo, deve imporsi su di esso con la forza della volontà e del raziocinio, cosa alla quale si è educati da subito tramite imposizioni coercitive e frustranti. Tutta l’esistenza degli occidentali si basa su equilibri di potere prima all’interno del ristretto nucleo familiare, che è sempre in antitesi all’altro da sé, poi in antitesi ai vari strati della società e comunque agli altri individui. Si incoraggia la razionalità a discapito della manualità che viene relegata ai gradini più bassi della società laddove essa dovrebbe invece essere altrettanto incoraggiata per stimolare la creatività e la capaità di essere individui completi oltre alla capacità di sapersela cavare laddove non sia possibile procurarsi gli oggetti in altro modo.
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