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giovedì 7 aprile 2011

La differenziazione nelle società pre-moderne

La struttura delle  società tribali (o segmentarie)
La società tribale rappresenta, senza ombra di dubbio, il tipo di società pù semplice di cui si abbiano informazioni. La sua unità di base è costituita dalla famiglia. Un insieme di famiglie forma la banda nella quale esiste una semplicissima divisione in ruoli, l’uomo caccia la donna racoglie. Le varie bande allacciano rapporti al momento in cui si costituiscono nuovi matrimoni e da tali legami nscono le tribù. In questo tipo di società non esiste diseguaglianza di tipo gerarchico ma solo di tipo funzionale. L’estenzione territoriale della tribù è il villaggio. Quando l’aumento delle risorse porta a una maggiore densità della popolazione e l’equilibrio tra risorse e popolazione si altera, si creano nuovi villaggi. Nella società tribale non si crea plusvalore per cui non viene accumulata ricchezza e non esistono le problematiche relative all’eredità. Le famiglie sono sostanzialmente uguali.
In queste comunità si vive nel hic et nunc, ovvero nel qui e ora.[1]Tutte le difficoltà vengono risolte con l’aiuto reciproco cosa che crea un vincolo affettivo che va al di là del puro scambio di prestazioni. Se un individuo aiuta un altro a costruire una casa, esso non riceverà necessariamente aiuto immediato ma solo laddove serve e quando serve, per cui il tipo di prestazione è indifferente. Ciò che conta è il vincolo che si è creato che porta a uno stile di vita solidale a prescindere dal tipo di prestazione.
Le diversità di fabbisogno possono essere livellate nel corso del tempo e in tal modo la reciprocità costituisce una istituzione efficace nel fronteggiare la scarsità di beni e risorse che è tipica delle società segmentarie. Tanto più stretto è il rapporto tanto più è indifferente il modo in cui verrà ricambiato l’aiuto. Questo tipo di società mira sempre, attraverso la reciprocità, a conservare l’uguaglianza per cui queste società sono costruite per restare così come sono.

La nascita delle città
È con l’invenzione della scrittura che si comincia a comunicare senza aver bisogno di essere in contatto diretto. Ciò ha portato alla differenziazione centro-periferia. Questo perché sono cresciuti i beni alimentari a causa della diffusione della pratica dell’agricoltura,per cui siè creato un surplus permettendo di vivere anche al di fuori del dover lavorare la terra e quindi permettendo la nascita di nuove attività.
 Nasce la religione intesa come forma di potere e attorno al tempio si forma la città che domina da vari punti di vista la campagna circostante ad essa asservita.
Le prime città corrispondenti a tale definizione nascono in Mesopotamia. Si istaura una relazione di interdipendenza tra il mondo rurale e quello urbano il quale ne organizza le attività tramite la costruzione e gestione dei canali di irrigazione, acquisto, in luoghi lontani, dei beni e delle materie prime non prodotti dalle campagne, ma necessari per la vita della città e/o per i lavori agricoli. Nasce così l’elite che a poco a poco si differenzia in nobiltà.
Da qui prendono forma i grandi imperi sotenuti, a livello organizzativo, dalla burocrazia. Con le grandi guerre vengono deportati gli schiavi il ché permette la crescita dei grandi imperi. Una variante a queste forme di potere è quella delle città stato greche dove i filosofi e i profeti, con la loro capacità di analizzare la società, acqustano prestigio.

Le società stratificate in caste o in ceti
Nella società stratificata si forma la gerarchia di strati chiusi gli uni agli altri. Si costituiscono così caste e ceti caratterizzati entrambi dall’uguaglianza interna e dalla disuguaglianza esterna. Ogni stratificazione si distingue per ricchezza, prestigio e potere. Ovvero per la possibilità di possedere e controllare beni, risorse simboliche e culturali col prestigio e di controllare gli altri che devono obbedienza.

I ceti nell’Europa premoderna
Col crollo dell’Impero romano si ha una crisi in europa della forma della differenziazione centro-periferia con la ripresa della forma di società segmentarie tipiche dei cosiddeti barbari. Dall’interazione tra la cultura romana e quella germanica emergerà un nuovo tipo di differenziazione sociale che è quella feudale. Weber ha distinto due tipi ideali di feudalesimo. La forma occidentale fondata sulla concessione dei feudi, e quella orientale. La prima si caratterizza per: a) poteri di governo locale; b) diritti di tassazione e  c) poteri di comando militare.
La società delle corti compenetra quella segmentaria e quella stratificata. La famiglia del nobile, ad esempio, non è costituita solo dai parenti che appartengono allo stesso strato, ma anche dai domestici, servitori ecc. che coabitano con lui pur appartenendo a strati inferiori.
In India il concetto di casta ha una valenza filosofico-religiosa dal momento che solo se si è fedeli agli obblighi connessi all’apprtenenza ad una casta ci si potrà renincarnare in una condizione superiore. Questo stato di cose favorisce l’immutabilità e una grande resistenza dei valori tradizionali.
In Europa la società di ceto combina elementi di vincolo a posizioni sociali date con aspetti e fattori che favoriscono l’individualizzazione: dall’importanza della fedeltà personale nel sistema feudale, ai caratteri di autonomia politica ed economica delle città rispetto alla campagna, all’importanza assegnata alla responsabilità individuale dal cristianesimo bontempi. Ne deriva un complesso sistema che porterà gradualmente a partire dal XV-XVI secolo, a una spinta verso  l’individualizzazione grazie a: la riforma protestante, la rivoluzione industriale, le rivoluzioni politiche inglese, americana e, soprattutto, francese, che, in un processo di democratizzazione, porterà alla società moderna caratterizzata da una forte differenziazione.


[1] Parsons: le variabili strutturali dell’azione sociale di tipo espressivo

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