Ciò che è autenticamente bello ispira gli animi.Capita così che i miei figli si ritrovino incantati, all'imbrunire, su una collina ricca di ulivi che domina quella che fu la Conca d'Oro.
Capita che essi si siedono su una roccia e comincino a disegnare.
Capita poi che a cena essi siano ancora pervasi dall'incanto che li porta a narrare e narrare, senza fermarsi; nel frattempo mangiano con appetito, lo sguardo limpido e il sorriso sulle labbra.
È in questi momenti che mi sento appagata nella mia funzione di educatrice perché mi rendo conto di essere sulla via maestra, quella che porta all'essenza rivelatrice delle cose del mondo, di quell'unico che coincide con il tutto e che si fa Universo.
L'atto creativo sta nascendo dentro loro facendosi spiritualità umanista e dunque promettendo quelle chiavi di lettura che aiutino a decodificare il mondo per poterlo, almeno un po', comprenderlo.
Essi la conoscenza la vogliono fagocitare e gustare con lo stesso piacere con cui ingurgitano le polpette al sugo, vogliono un ruolo attivo e per questo si servono della fantasia la quale ha funzione rassicurante del colorare su un foglio bianco.
Se poi si sbucciano un ginocchio ma vivono l'episodio come parte dell'avventura allora la ferita diventa trofeo da esibire con fierezza perché procurata col valore dell'esploratore. Con spirito da vestale mi propongo di tenere sempre accesa questa fiammella dentro di essi è tuttavia mi trovo a combattere contro le mie nevrosi e frustrazioni che fanno venire fuori una madre stressata e nervosa. Poi però mi ridimensiono e mi lancio in esternazioni autoironiche che riescono a strappare loro un sorriso amorevole e tollerante. Essi sanno cosa è importante è a volte mi sembrano più saggi di me, sono sicuramente più connessi con l'universo di me e mi accettano come accettano il loro padre perché sanno che li amiamo e che c'è la mettiamo tutta per guidarli anche se a volte i maestri sono loro.
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