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sabato 19 marzo 2016

Cosa c'entrano un panda e un "chi" con la teoria gender?

voli low cost amsterdamIeri sono andata al cinema con i miei bambini a vedere Kung Fu Panda. Prima avevo letto distrattamente che si trattasse di una storia che avallasse la possibilità da parte degli omosessualità di avere figli. Qualunque fosse la morale si andava solo a vedere il nostro buffo eroe e il fatto che si scoprisse che egli fosse figlio di genitori gay per noi non rappresentava alcun problema.
Ho scoperto con grande sorpresa che la tematica del film in questione non era assolutamente quella!
Si trattava dell'insegnamento della filosofia cinese e quindi dell'importanza di scoprire il proprio "chi" (si pronuncia "ci") ovvero l'energia interiore che, mettendoci in connessione con l'universo, ci permette di trovare il sé interiore che dona equilibrio e benessere. Per trovare il proprio "chi" il panda Po (è questo il suo nome) deve andare alla scoperta di sé stesso e a fargli da guida è il padre naturale inviato proprio dall'universo. Po ha già un padre adottivo e da qui nasce l'equivoco sulla presunta querelle di genere. Quel che conta è che il panda trova questa consapevolezza che lo porta a sconfiggere il male e a ottenere il simbolo dello yin e jang secondo cui in ogni bene c'è un po' di male e in ogni male c'è un po'di bene. Egli impara a praticare l'antica pratica del "Tai Chi" che fa emergere il suo potente "chi" e gli permette di sconfiggere il male. La maestra di kung fu Tigre trova a sua volta il proprio chi riscoprendo il proprio lato femminile aiutata da una bimba che è un po' il suo alter ego e che entra in connessione con lei standole spesso arrampicata sulla schiena. Questa sorta di maternage non impedisce a Tigre di continuare ad essere un'ottima guerriera a dimostrazione del significato dello yin/jang che ampliato si estende alla compenetrazione degli opposti: difatti non solo esso rappresenta il bene e il male ma il femminino e il principio maschile, il giorno e la notte, il bianco e il nero etc. Tutto l'universo non è altro che questo e se non ne riscopriamo la natura olistica non saremo mai in grado di far pace con noi stessi e con l'altro da noi.
I miei figli hanno colto perfettamente la filosofia di questa bellissima favola, seppure inconsapevoli dell'antichità di essa. Io mi sono limitata ad aggiungere che tutte le culture, anche la nostra, in principio, esprimevano questi concetti ma la stoltezza degli esseri umani ha portato alla frammentazione del sé e della conoscenza per cui la nostra specie vaga alla ricerca di ciò che è perduto.
Ieri, grazie a Kung fu Panda, io e i miei figli abbiamo studiato filosofia applicata.

sabato 12 marzo 2016

piccoli Lo Iacono crescono

voli low cost amsterdamCiò che è autenticamente bello ispira gli animi.
Capita così che i miei figli si ritrovino incantati, all'imbrunire, su una collina ricca di ulivi che domina quella che fu la Conca d'Oro.
Capita che essi si siedono su una roccia e comincino a disegnare.
Capita poi che a cena essi siano ancora pervasi dall'incanto che li porta a narrare e narrare, senza fermarsi; nel frattempo mangiano con appetito, lo sguardo limpido e il sorriso sulle labbra.
È in questi momenti che mi sento appagata nella mia funzione di educatrice perché mi rendo conto di essere sulla via maestra, quella che porta all'essenza rivelatrice delle cose del mondo, di quell'unico che coincide con il tutto e che si fa Universo.
L'atto creativo sta nascendo dentro loro facendosi spiritualità umanista e dunque promettendo quelle chiavi di lettura che aiutino a decodificare il mondo per poterlo, almeno un po', comprenderlo.
Essi la conoscenza la vogliono fagocitare e gustare con lo stesso piacere con cui ingurgitano le polpette al sugo, vogliono un ruolo attivo e per questo si servono della fantasia la quale ha funzione rassicurante del colorare su un foglio bianco.
Se poi si sbucciano un ginocchio ma vivono l'episodio come parte dell'avventura allora la ferita diventa trofeo da esibire con fierezza perché procurata col valore dell'esploratore. Con spirito da vestale mi propongo di tenere sempre accesa questa fiammella dentro di essi è tuttavia mi trovo a  combattere  contro le  mie nevrosi e frustrazioni che fanno venire fuori una madre stressata e nervosa. Poi però mi ridimensiono e mi lancio  in esternazioni autoironiche che riescono a strappare loro un sorriso amorevole e tollerante. Essi sanno cosa è importante è a volte mi sembrano più saggi di me, sono sicuramente più connessi con l'universo di me e mi accettano come accettano il loro padre perché sanno che li amiamo e che c'è la mettiamo tutta per guidarli anche se a volte i  maestri sono loro.