Ieri sono andata al cinema con i miei bambini a vedere Kung Fu Panda. Prima avevo letto distrattamente che si trattasse di una storia che avallasse la possibilità da parte degli omosessualità di avere figli. Qualunque fosse la morale si andava solo a vedere il nostro buffo eroe e il fatto che si scoprisse che egli fosse figlio di genitori gay per noi non rappresentava alcun problema.Ho scoperto con grande sorpresa che la tematica del film in questione non era assolutamente quella!
Si trattava dell'insegnamento della filosofia cinese e quindi dell'importanza di scoprire il proprio "chi" (si pronuncia "ci") ovvero l'energia interiore che, mettendoci in connessione con l'universo, ci permette di trovare il sé interiore che dona equilibrio e benessere. Per trovare il proprio "chi" il panda Po (è questo il suo nome) deve andare alla scoperta di sé stesso e a fargli da guida è il padre naturale inviato proprio dall'universo. Po ha già un padre adottivo e da qui nasce l'equivoco sulla presunta querelle di genere. Quel che conta è che il panda trova questa consapevolezza che lo porta a sconfiggere il male e a ottenere il simbolo dello yin e jang secondo cui in ogni bene c'è un po' di male e in ogni male c'è un po'di bene. Egli impara a praticare l'antica pratica del "Tai Chi" che fa emergere il suo potente "chi" e gli permette di sconfiggere il male. La maestra di kung fu Tigre trova a sua volta il proprio chi riscoprendo il proprio lato femminile aiutata da una bimba che è un po' il suo alter ego e che entra in connessione con lei standole spesso arrampicata sulla schiena. Questa sorta di maternage non impedisce a Tigre di continuare ad essere un'ottima guerriera a dimostrazione del significato dello yin/jang che ampliato si estende alla compenetrazione degli opposti: difatti non solo esso rappresenta il bene e il male ma il femminino e il principio maschile, il giorno e la notte, il bianco e il nero etc. Tutto l'universo non è altro che questo e se non ne riscopriamo la natura olistica non saremo mai in grado di far pace con noi stessi e con l'altro da noi.
I miei figli hanno colto perfettamente la filosofia di questa bellissima favola, seppure inconsapevoli dell'antichità di essa. Io mi sono limitata ad aggiungere che tutte le culture, anche la nostra, in principio, esprimevano questi concetti ma la stoltezza degli esseri umani ha portato alla frammentazione del sé e della conoscenza per cui la nostra specie vaga alla ricerca di ciò che è perduto.
Ieri, grazie a Kung fu Panda, io e i miei figli abbiamo studiato filosofia applicata.